Caseifici

Nella sezione “Profili di rischio per comparto produttivo” del sito dell’ISPELS, si parla anche dei caseifici per la produzione di formaggi. Durante le varie fasi di lavorazione è bene tener presente che non solo il datore di lavoro deve garantire la sicurezza dei dipendenti, ma anche il lavoratore stesso deve prendere atto di diverse misure di prevenzione e segnalare in forma scritta laddove presente, il mancato rispetto delle norme per la sicurezza.

Qui di seguito verranno analizzate alcune fasi della produzione del formaggio.

stufatura

APPROVVIGIONAMENTO E STOCCAGGIO DEL LATTE

Durante questa fase è necessaria una attenta manipolazione del latte allo scopo di evitare che il lavoratore apporti una contaminazione aggiuntiva, e/o avvenga un contatto con eventuali germi attraverso lesioni cutanee e attraverso le mani con possibile ingestione.

FERMENTATURA, CAGLIATURA, TAGLIO, PRESSATURA, FORMATURA, STUFATURA, RIVOLTAMENTO

I rischi sono fondamentalmente legati al microclima caldo-umido, al rumore, alla possibilità di infortuni specie per scivolamento. Gli addetti quindi possono essere esposti ad un microclima caldo-umido, in particolare a causa del calore derivante dalle caldaie polivalenti e dalla operazione di stufatura specie quando essa si realizza nella stessa sala in cui compiono le altre operazioni.
I danni attesi possono essere disturbi da scomfort termico, riduzione della capacità lavorativa, stress psico fisico. Nel locale di lavorazione, specie dove sono presenti le caldaie polivalenti, è bene prevedere un continuo ricambio di aria depurata tramite opportuni filtri. Questo favorisce anche la prevenzione contro la contaminazione del prodotto da parte di eventuali inquinanti esterni.

PRODUZIONE DI RICOTTA

La produzione di ricotta può avvenire in caldaie a doppi fondi alimentati a vapore. I due fattori di rischio principali sono:

  • esposizione al rumore
  • esposizione a vapore ed a microclima sfavorevole caldo – umido

L’evaporazione derivante dal riscaldamento del siero nelle caldaie a doppio fondo aperte, rende l’ambiente caldo e umido, pertanto gli addetti sono esposti a condizioni microclimatiche sfavorevoli. A fronte di ciò in alcune aziende sono state adottate le seguenti misure di sicurezza:

  • coibentazione delle caldaie a doppio fondo, in modo da ridurre il calore radiante;
  • recupero della condensa delle caldaie stesse
  • immissione di aria pulita che entra da apposite bocchette (a valle di un impianto di filtrazione dell’aria) che determina un flusso di aria laminare al di sopra delle caldaie, in modo da impedire che il vapore prodotto si diffonda nell’ambiente di lavoro

VALUTAZIONE DEL RISCHIO

La valutazione del rischio (VDR) obbligatoria per legge come da Testo Unico per la Sicurezza è fondamentale. In questa fase, la raccolta dati è indispensabile per indicare con estrema chiarezza e con dati oggettivi le reali necessità di manutenzione/modifica degli impianti aeraulici. Noi di Aria spa abbiamo sviluppato in collaborazione con l’Università degli studi di Udine il Metodo Operativo A.R.I.A., sistema che permette di standardizzare le procedure per la valutazione del rischio.
Questo ‘‘metodo operativo’’ riassume le indicazioni di norme tecniche, linee guida, leggi italiane, regolamenti regionali, ordinanze comunali e uno standard americano.

Contattaci per maggiori informazioni.

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