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Posts Tagged ‘dlgs 81/2008’

La Sindrome dell’Impiegato: mito o verità?

sindrome dell'impiegato

La Sindrome dell’Impiegato e Sick Building Syndrome (SBS), rappresentano due entità patologiche interscambiabili che colpiscono tipicamente il dipendente d’ufficio e sono causa di circa il 40% delle assenze dal lavoro.

Se mentre siete al lavoro soffrite di mal di schiena, mal di testa, crampi alla mano o difficoltà visive, ebbene forse siete affetti dalla sindrome dell’impiegato. L’alterazione del microclima, dovuto agli spazi chiusi, al sovraffollamento, e ai macchinari da ufficio, è alla base di queste patologie.

Dell’inquinamento Indoor se ne parla ancora poco, ciononostante il progresso tecnologico e legislativo in tale ambito ha avuto un notevole incremento negli ultimi 30 anni.

Si sa che la qualità dell’aria negli ambienti interni varia in funzione di molteplici fattori:

  • produzione di anidride carbonica con la respirazione, animali domestici, fumo di sigaretta, cibi e bevande;
  • Inquinamento di origine interna: detergenti, profumi per ambiente, videoterminali, fotocopiatrici/stampanti, condizionamento e riscaldamento;
  • Inquinamento di origine esterna: aria, smog, polvere, radon.

A questi bisogna aggiungere gli inquinanti chimici, biologici e fisici che sono irritanti, tossici e cancerogeni.

Il D.lgs. n. 81-2008, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, stabilisce che il datore di lavoro è obbligato a Informare, Formare e Addestrare il dipendente, nonché di provvedere al mantenimento del suo stato di salute per mezzo di controlli di routine presso il medico competente.

Ma come si può intervenire sul microclima?

Di microclima noi di Aria SpA ce ne intendiamo!

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Legionella: La piscina coperta di Muttenz (CH) chiusa 2 volte in un mese

piscina_chiusa_legionella

La piscina coperta di Muttenz è stata chiusa per la seconda volta per la presenza di legionella nell’acqua calda. Era già stata chiusa un mese fa e poi riaperta, dopo essere stata disinfettata, due settimane dopo.

Il trattamento però si è reso di nuovo indispensabile in questi giorni e al momento il Cantone e il Comune non sono in grado di dire quando il pubblico potrà nuovamente accedere alla piscina.

Tutto questo è frutto di una mancata prevenzione e di un piano di manutenzione ben compilato per la tutela della salute come stabilito dal Testo Unico della Sicurezza (D.Lgs. 81/2008).

Come procedere dunque:

  • videoispezioni delle condotte
  • campionamenti di polveri e liquidi (Linee Guida 2006) per determinarne quantità e cariche microbiologiche (tra cui la presenza del batterio del genere Legionella spp (Linee Guida 2000) verifica molto importante nel particolare contesto delle piscine)
  • misurazioni tecniche dei vari parametri di funzionamento (Accordo Stato-Regioni 2013).

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Batteri di legionella nei circuiti idrici: indagati 3 dentisti

paura dentista

Indagati a Torino 3 dentisti per violazione del Testo unico sulla Sicurezza. Violazione riscontrata dopo una serie di controlli effettuati dalla ASL To1: questi ultimi hanno trovato colonie di batteri della legionella nei circuiti idrici delle poltrone dei riuniti dei dentisti.

Questo è sicuramente il risultato di una mancata prevenzione, controllando e manutenzionando periodicamente gli di impianti di condizionamento e reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, sanificandoli.

Ecco che la valutazione del rischio riesce a dare indicazioni molto precise in merito allo stato di conservazione dell’impianto e permette al datore di lavoro di individuare le misure di prevenzione e di pianificarne l’attuazione, il miglioramento ed il controllo al fine di verificarne l’efficacia e l’efficienza.

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Legionellosi: Italia 1.345 casi nel 2013

Il bilancio europeo della Legionellosi nel 2013 si è chiuso con un netto rialzo! A guadagnarsi il primo posto è stata proprio l’Italia con 1.345 casi registrati, seguita da Francia (1.262), Spagna (811), Germania (805), Olanda (308) e Regno Unito (331).

Il battere colpisce in media la fascia degli ultra 50enni e soprattutto si sesso maschile.

legionella

www.analisiacqua.org – fonte: Dr. Bénédicte Decludt-Janssens, InVS, colloque CSTB/RISE

Nella maggior parte dei casi (73%) la malattia è stata di origine comunitaria, associata a viaggi (19%), e di origine ospedaliera (8%), e si è verificata nei mesi più caldi, tra giugno e ottobre. In ognuno di questi mesi, si sono avuti 90 casi associati a viaggi, con un picco di 144 a settembre.

Come già sottolineato più volte da noi di Aria SpA, è importantissimo agire in un’ottica di prevenzione, controllando e manutenzionando periodicamente gli di impianti di condizionamento e reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, sanificandoli.

Come agire dunque:

  1. effettuare una valutazione del rischio dell’impianto;
  2. monitorare periodicamente gli impianti di climatizzazione;
  3. rivolgersi a personale specializzato per effettuare un piano di manutenzione mirato per la pulizia e la sanificazione degli impianti.

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Perchè prevenire è meglio che curare!

Residenze sanitarie assistenziali: Allarme dal CNR

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Pubblicato in questi giorni sull’ European Respiratory Journal il primo studio che analizza nel dettaglio la qualità dell’aria negli ambienti interni delle residenze sanitarie assistenziali e la sua incidenza sulla salute respiratoria degli ospiti più anziani. I ricercatori del progetto ‘Gerie’ finanziato dall’Unione Europea, tra cui Giovanni Viegi, direttore dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) di Palermo, hanno raccolto e classificato dati agli agenti inquinanti indoor in 50 residenze di Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Polonia e Svezia: PM10, PM0.1, formaldeide, NO2 e O3.

Sono stati coinvolti 600 ospiti di età superiore ai 65 anni e media di 82 anni, di cui il 74% donne.

Sul totale europeo, sono state rilevate le seguenti prevalenze: 7% asma, 29% tosse, 24% espettorato, 14% respiro sibilante, 46% respiro affannoso. In Italia il 9% degli ospiti monitorati presenta asma, il 30% tosse, quasi il 40% espettorato, il 22% respiro sibilante.

Il rischio aumentato negli ospizi europei è del 73% di contrarre tosse a causa di polveri inalabili, del 53% di tosse per ossido di azoto, del 249% di broncopneumopatia cronica ostruttiva ( Bpco ) a causa di formaldeide e del 182% di respiro sibilante a causa delle polveri ultrafini.

Percentuali che fanno riflettere. Soprattutto se si considera che l’innalzamento dell’aspettativa di vita implica che un numero sempre maggiore di persone vivrà in residenze sanitarie assistenziali e subirà danni causati dall’inquinamento atmosferico indoor.

Si dovrebbe fare di più. Si dovrebbe, o meglio si deve seguire il Testo Unico della Sicurezza DLGS 81/2008 e sensibilizzare i responsabili per limitare le fonti d’inquinamento, migliorare la ventilazione e monitorare la salute respiratoria degli ospiti.

La salute non è un optional.

Noi di Aria SpA ci occupiamo da anni di bonifica e sanificazione degli impianti aeraulici. Contattaci per maggiori informazioni.