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Legionellosi: Italia 1.345 casi nel 2013

Il bilancio europeo della Legionellosi nel 2013 si è chiuso con un netto rialzo! A guadagnarsi il primo posto è stata proprio l’Italia con 1.345 casi registrati, seguita da Francia (1.262), Spagna (811), Germania (805), Olanda (308) e Regno Unito (331).

Il battere colpisce in media la fascia degli ultra 50enni e soprattutto si sesso maschile.

legionella

www.analisiacqua.org – fonte: Dr. Bénédicte Decludt-Janssens, InVS, colloque CSTB/RISE

Nella maggior parte dei casi (73%) la malattia è stata di origine comunitaria, associata a viaggi (19%), e di origine ospedaliera (8%), e si è verificata nei mesi più caldi, tra giugno e ottobre. In ognuno di questi mesi, si sono avuti 90 casi associati a viaggi, con un picco di 144 a settembre.

Come già sottolineato più volte da noi di Aria SpA, è importantissimo agire in un’ottica di prevenzione, controllando e manutenzionando periodicamente gli di impianti di condizionamento e reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, sanificandoli.

Come agire dunque:

  1. effettuare una valutazione del rischio dell’impianto;
  2. monitorare periodicamente gli impianti di climatizzazione;
  3. rivolgersi a personale specializzato per effettuare un piano di manutenzione mirato per la pulizia e la sanificazione degli impianti.

Contattaci per maggiori informazioni.

Perchè prevenire è meglio che curare!

Scuola: anidride carbonica, polveri sottili e muffe – è allarme

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L’allarme è stato lanciato dal Progetto Ccm Indoor-School una vasta iniziativa europea, finanziata dalla Commissione UE, cui ha aderito il nostro Ministero della Salute. Solo 4 scuole di 248 (scelte a caso) hanno un programma scritto per gli inquinanti indoor.

Dato ancora più preoccupante è che il 91% non ha ne una formazione ne un protocollo per gestire un attacco di asma dei ragazzi.

È noto che l’inquinamento indoor rappresenta la principale causa di decesso legata all’ambiente e aumenta il rischio di malattie respiratorie a livello globale, nonchè di allergie e/o asma. Quindi lo scopo generale di questo progetto è quello di sensibilizzare l’opinione dei dirigenti scolastici verso azioni coordinate volte al miglioramento della qualità dell’aria nelle scuole italiane.

Il lavoro è iniziato con una valutazione dei rischi relativi alla Indoor Air Quality degli edifici scolastici; è stata valutata la conoscenza e l’attuazione delle norme relative alla prevenzione, alla gestione e alla valutazione dei problemi.
Gli inquinanti sotto accusa sono l’anidride carbonica, le polveri sottili, il biossido di azoto, e talvolta il toluene e gli xileni. Tra le attrezzature che rappresentano alcune delle principali fonti di inquinamento indoor ci sono le lavagne con gesso, seguite da tendaggi e mensole nonché materiali per attività artistiche come solventi o vernici. Da non tralasciare il fatto che macchie di umidità e muffe sulle pareti sono problemi ricorrenti nel 50% delle classi italiane.

Fortunatamente l’88% dei Dirigenti si è mostrato molto interessato al problema e ritiene che la qualità dell’aria indoor sia una questione importante su cui intervenire.

Meno male ma… Perchè non puntare al 100%?

La salute non è un’optional, iniziamo l’educazione dalle scuole.

Legionella: ne parlano anche le IENE

Nella puntata di ieri delle Iene, ecco un bel servizio dedicato alla Legionella e a quello che sta succedendo in Italia nell’ultimo mese.

“Ebola o legionella: di cosa preoccuparsi?”

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Dopo neanche 20 giorni dal nostro post sulla prevenzione, finalmente se ne parla anche in televisione. In questo servizio infatti, si sottolinea il fatto di come i familiari delle vittime della legionella non sapessero neppure l’esistenza di questo battere. Il quale, per assurdo, si trova per lo più in strutture ospedaliere, case di riposo, piscine, centri benessere, villaggi vacanze, tutti ambienti che fanno parte della quotidianità delle persone.

Come agire dunque:

  1. effettuare una valutazione del rischio dell’impianto;
  2. monitorare periodicamente gli impianti di climatizzazione;
  3. rivolgersi a personale specializzato per effettuare un piano di manutenzione mirato per la pulizia e la sanificazione degli impianti.

Contattaci per maggiori informazioni.

Metodo operativo A.R.I.A.

La sicurezza del luogo di lavoro rimessa all’igiene degli impianti di climatizzazione e perciò deputati al trattamento dell’aria per il benessere delle persone  resta una delle problematiche tra le più trascurate e poco approfondite.

Una migliore qualità dell’aria presenta un impatto positivo sulla salute in quanto respirare aria pulita è uno dei requisiti fondamentali del nostro benessere.

A fronte di ciò, Aria srl ha studiato e messo a punto in collaborazione con l’università di Udine un nuovo strumento di indagine, verifica e valutazione del rischio:

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Metodo Operativo A.R.I.A – Assegnazione del Rischio Impianti Aeraulici

si tratta di uno strumento di valutazione di rischio degli impianti basato soprattutto sulla sperimentazione sul campo. Come illustra brillantemente l’articolo “Valutazione del rischio degli impianti di climatizzazione: un metodo operativo” pubblicato sul numero 3/2014 di ISL – Igiene e Sicurezza del Lavoro (ISL – Igiene & Sicurezza del Lavoro, 2014, 3, 137), questo metodo è applicabile a tutti gli impianti deputati al trattamento dell’aria.

Metodo operativo Aria

Strutturato su tre diversi livelli di indagine, il metodo operativo mira a far emergere tutte quelle criticità che possono portare a un decadimento delle condizioni di salute delle persone che vivono e lavorano degli edifici (uffici, ospedali, cinema, palestre, alberghi, piscine, ….).

Per saperne di più  non esitare a contattarci, la salute è importante!

Sanificazione e bonifica fan-coil

ventilconvettori

Oggetto presente in quasi tutti gli uffici è il famigerato ventilconvettore, anche chiamato fan-coil, oggetto ideale per riscaldare l’ambiente in inverno e rinfrescarlo nella stagione estiva.

La sua presenza è indispensabile in alcuni periodi dell’anno e per questo motivo è importante effettuare regolarmente la sanificazione o la bonifica del ventilconvettore,  senza dimenticare la pulizia o dove serve il cambio filtri, per un buon funzionamento e per l’igiene dell’aria.

Cosa nasconde il ventilconvettore?

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Fig. 1 – BATTERIA DI SCAMBIO Fig. 2 – VENTILATORE

L’unità terminale può essere un covo di sporco, polveri e cariche microbiologiche (fig. 1 e 2) con la conseguenza di un mal funzionamento dell’apparecchio sia nella fase di riscaldamento che di raffrescamento, rischiando, inoltre, di provocare problemi e disturbi alla salute legati a polveri e allergeni ricircolati nella stanza da un’aria poco salubre.

Per saperne di più contatta Aria srl.