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Posts Tagged ‘dlgs 81/2008’

La climatizzazione nei supermercati: iniziamo dalla progettazione

supermercato

In tutti i supermercati sono installati impianti di condizionamento indispensabili per garantire condizioni microclimatiche di benessere per i clienti, lavoratori e prodotti alimentari.

I rischi per la salute dei lavoratori sono legati al malfunzionamento degli impianti per inadeguata progettazione e/o manutenzione. Gli errori di progettazione più diffusi sono:

  • sottodimensionamento dell’impianto rispetto al numero di persone presenti
  • prese d’aria esterne troppo lontane dal gruppo aspirante
  • posizionamento della griglia di ripresa dell’aria esterna errata
  • presenza di squilibri nella distribuzione dell’aria

In questi casi le opzioni di intervento non sono molte se non quelle di riprendere per mano tutto il lavoro e rifare. La progettazione iniziale corretta corrisponde a un abbattimento delle spese future non indifferente. Corrisponde anche a una più facile manutenzione dell’impianto, obbligatoria per legge.

Un’adeguata progettazione e manutenzione degli impianti di condizionamento è essenziale per garantire un benessere termico dei lavoratori. Si rammenta che la carente pulizia degli impianti può favorire la proliferazione di microrganismi nelle batterie di umidificazione.

Alcune note sulla temperatura e velocità dell’aria:

  • La temperatura nelle zone di lavoro deve essere conforme ai limiti raccomandati per il benessere termico (indici PMV e PPD)
  • La temperatura radiante deve essere omogenea nelle diverse direzioni
  • La velocità dell’aria nei posti di lavoro deve essere inferiore al valore di 0,15 m/sec.
  • Deve essere eseguito un controllo sulla eventuale presenza di materiali coibentanti di tipo fibroso all’interno delle canalizzazioni
  • Le vaschette per l’umidificazione devono essere periodicamente svuotate e pulite
  • Sostituire i filtri e pulire le griglie di ripresa dell’aria esterne con regolarità

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Che aria si respira in sala operatoria?

blocco_operatorio

L’importanza della sterilizzazione delle sale operatorie non è in discussione. E’ impensabile l’idea di effettuare un intervento in un ambiente non sterile. Ma la sala operatoria intesa come “stanza” è solo l’ultimo locale di quello che viene identificato blocco operatorio.

Il blocco operatorio è composto da un insieme di locali articolati in zone via via più sterili, partendo dall’ingresso fino alle sale operatorie. Al fine di mantenere la sterilità, vi sono dei percorsi differenziati (tra ingresso ed uscita) e zone filtro.

All’interno del blocco operatorio l’aria immessa dall’impianto di climatizzazione viene trattata e purificata fino ad una percentuale del 99,98%, ciò per impedire l’ingresso di agenti patogeni che potrebbero causare infezioni al paziente. Altra funzione che svolge l’impianto è quello di mantenere salubre l’ambiente dall’inquinamento prodotto dai gas anestetici utilizzati durante gli interventi chirurgici.

Va da se che l’impianto di climatizzazione e ricambio aria riveste un’importanza primaria per la riduzione del rischio chimico per gli operatori, ed è soggetto ad una capillare e rigorosa manutenzione periodica (semestrale) che prevede:

  • la sostituzione periodica dei filtri;
  • rilievi delle portate d’aria sia in immissione sia in estrazione, per verificare il mantenimento delle caratteristiche iniziali;
  • verifiche sul gruppo di umidificazione dell’aria, e relativa pulizia;
  • pulizia e disinfezione periodica delle canalizzazioni.

E’ recente infatti la notizia di problemi chiusura di sale operatorie per disinfestazione, a seguito della quale, per stessa ammissione dell’Asl, non era stata effettuata un’adeguata aerazione dei locali. Risultato: alcuni tra medici e infermieri hanno accusato disturbi all’apparato respiratorio, nausea e irritazione agli occhi e sale operatorie richiuse.

Noi di Aria srl ci occupiamo da anni della valutazione del rischio (come previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza), della bonifica e sanificazione degli impianti aeraulici.

Perchè la salute non è un optional!

Profilo di rischio nella stampa offset

L’ISPESL, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, ora confluito nell’INAIL, è uno degli enti più produttivi per quanto attiene la realizzazione di linee guida sicurezza e altri materiali di elevato spessore professionale.

stampa_offset

Alcune delle più importanti ricerche effettuate nell’ambito della valutazione del rischio, riguardano anche i profili di rischio nella stampa offset. La stampa offset, o stampa indiretta, risulta diffusa per la realizzazione di opuscoli, libri, manuali illustrativi, fogli informativi, riviste e giornali.

Alcune delle principali fasi di lavorazione sono:

  • esecuzione della stampa su carta
  • Caricamento dell’inchiostro nel calamaio della macchina
  • Caricamento delle lastre di alluminio sul rullo portalastra;
  • Caricamento della carta sulla macchina;
  • Scarico della carta stampata;
  • Pulizia dei rulli portacaucciù per stampa successiva

Durante queste fasi, i principali rischi sono dovuti a: scarsa illuminazione, microclima, rumore, movimentazione manuale dei carichi e elementi taglienti. Come da Testo unico sulla Sicurezza, sono necessari degli interventi per garantire la sicurezza dei lavoratori, quali per esempio:

  • Impianto di condizionamento che garantisca benessere microclimatico;
  • Informazione sui rischi;
  • Aspirazione localizzata effettuata il più vicino possibile al punto di produzione degli inquinanti
  • Ventilazione generale;
  • Utilizzo di dispositivi di protezione individuale;

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Quello su cui noi di Aria srl puntiamo molto è l’importanza di una corretta aerazione dei locali e del controllo e sanificazione degli impianti aeraulici, in quanto anche l’allegato IV del Dlgs 81/2008 stabilisce che “i lavoratori dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di areazione e questi ultimi devono essere periodicamente manutenzionati”.

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Che aria si respira in officina?

officina

Polveri, fumi di ferro, solventi, catalizzatori, gas di scarico o isocinati sono solo alcune delle sostanze che invadono l’ambiente delle officine o delle carrozzerie diffondendosi nell’aria. Anche nella più semplice delle operazioni giornaliere, il controllo della pressione delle gomme per esempio, il lavoratore viene a contatto con queste sostanze chimiche, alcune delle quali si depositano sulla pelle altre vengono inalate con il forte rischio di irritazione delle prime vie aeree.

Ecco che, come traspare dal Testo Unico per la Sicurezza, per la tutela del lavoratore diventa necessario installare un impianto di aerazione artificiale funzionante, in grado di garantire sempre un’ottima qualità dell’aria. L’impianto andrà controllato e sanificato periodicamente secondo quanto indicato nell’Allegato IV del D.Lgs. 81/2008 perchè qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori.

Ciò non toglie che gli accorgimenti da prendere quando si è a diretto contatto con sostanze nocive devono anche essere imposti ai lavoratori: l’utilizzo di mascherine e guanti per esempio aiuta a prevenire l’insorgere di reazioni allergiche da catalizzatori o dei disturbi del sistema immunitario da solventi.

Come più volte ribadito, noi di Aria srl ci occupiamo da anni del monitoraggio e gestione igienica degli impianti di climatizzazione e ventilazione perchè riteniamo che la salute non sia un optional.

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Asma del panettiere: una malattia professionale

asma del panettiere

Quando si pensa a figure professionali tipo pasticceri, mugnai, pizzaioli o panettieri, l’immagine che si riproduce nella nostra mente è subito quella di un uomo sorridente vestito prevalentemente di bianco e con le mani piene di farina. Rispetto a quanto si possa immaginare, il continuo contatto con diversi tipi di farina senza le dovute protezioni, senza un adeguato addestramento del personale e senza un adeguato sistema di aerazione, porta a delle conseguenze sulla salute dei lavoratori.

Una delle conseguenze più diffuse purtroppo è la cosiddetta asma del panettiere. Le farine cereali e le lavorazioni che ne comportano l’uso costituiscono una delle principali cause di allergia respiratoria professionale. L’asma del panettiere (panificatore) è una malattia professionale.

Alcuni dei comportamenti da assumere per migliorare la sicurezza e contribuire a favorire il benessere e la motivazione del personale sono:

  • indossare una maschera e occhiali di protezione
  • vuotare il sacco di farina senza scuoterlo
  • spargere la farina a mano con il setaccio senza lanciarla
  • Tenere separati gli abiti da lavoro da quelli civili
  • evitare correnti d’aria

Ciò che fa da contorno a tutto questo è la corretta ventilazione dei locali, come da Allegato IV del D.Lgs. 81/2008. Gli impianti di ventilazione devono essere controllati, manutenzionati e sanificati periodicamente per garantire al lavoratore aria sempre salubre.

Noi di Aria srl ci occupiamo da anni della bonifica e sanificazione degli impianti aeraulici, contattaci per maggiori informazioni.